Programma del concerto
Niccolò PICCINNI
Atys (1783) (estratti in forma di concerto)
PROGRAMMA DEL CONCERTO
Interpreti
SOLISTI DE LE CERCLE DE L'HARMONIE
Julien Chauvin, direzione e violino
Karine Crocquenoy, violino
Marie Legendre, viola
Emilia Gliozzi, violoncello
Christian Staude, contrabbasso
Tami Krausz, flauto
Emma Black, oboe
Javier Zafra, fagotto
Chantal Santon, Sangaride
Marie Kalinine, Cybèle
Mathias Vidal, Atys
Aimery Lefèvre, Céloenus

Un secolo dopo la prima esecuzione di Atys, una delle più significative opere di Lully su libretto di Quinault (1676), il pubblico parigino ritrova questo eroe tragico aggiornato al gusto del momento. Se l’opera prediletta di Luigi XIV aveva già conosciuto nel 1753 importanti revisioni per poter essere ascoltata all’opera, nel 1780 viene invece completamente “rimusicata” dalla penna dell’italiano Piccinni e adattata da Marmontel (che nello specifico riduce di due atti il libretto). Nel momento in cui giunge al parossismo il conflitto che lo vede contrapposto a Gluck, Piccinni rivela in Atys una perfetta padronanza dello stile francese (in particolare nella scena del sogno dell’atto II) con l’aggiunta di tocchi italianeggianti. Le sette arie a lui concesse pongono necessariamente Atys al centro dell’attenzione, ma particolarmente apprezzati dal pubblico furono anche i suoi duetti con Sangaride, come pure l’aria di Cibele alla fine del secondo atto e il quartetto del terzo atto. Tuttavia il finale dell’opera in cui Atys si dà la morte sulla scena – dopo aver capito che sotto l’influsso di un sortilegio lanciato da Cibele ha ucciso l’amata – scandalizzò l’uditorio e mise a repentaglio il successo della produzione del 1780 (che scomparve dal cartellone dopo otto rappresentazioni). Questa conclusione cruenta, probabilmente troppo in anticipo sui tempi, contrastava con la rappresentazione metaforica che ne dava l’opera primigenia di Lully e Quinault. Piccinni e Marmontel dovettero rimaneggiare l’opera e nel 1783 ne rappresentarono una versione a lieto fine che consentì ad Atys di rimanere a lungo nel repertorio dell’Opéra (oltre cinquanta rappresentazioni fino al 1792).
Il Palazzetto Bru Zane ha voluto far rivivere l’opera in maniera originale, proponendone una trascrizione orchestrale ridotta con quattro solisti, secondo l’uso di certi teatri di Corte a Versailles. Un concentrato del dramma ristretto ai personaggi principali, sorta di processo a porte chiuse alla maniera di una tragedia di Racine.Les Solistes du Cercle de l’Harmonie
Julien Chauvin, primo violino
Karine Crocquenoy, violino
Marie Legendre, viola
Emilia Gliozzi, violoncello
Christian Staude, contrabbasso
Tami Krausz, flauto
Emma Black, oboe
Javier Zafra, fagotto
Alla fine della propria vita, lo Chevalier de Saint George fonda un’orchestra che battezza Le Cercle de l’Harmonie. Nel 2005 a Deauville, riprendendo il nome di Le Cercle de l’Harmonie, il direttore d’orchestra e compositore Jérémie Rhorer, e il violinista Julien Chauvin decidono di riunire attorno a sé i propri partner musicali d’elezione nell’intento di porsi al servizio del grande repertorio sinfonico e lirico del tardo Settecento. Strenui difensori dei più grandi capolavori di Mozart e Haydn, si sentono naturalmente attratti e appassionati dal repertorio francese, in particolare quello del periodo cruciale che va dall’Ancien Régime al Primo Impero. Le Cercle de l’Harmonie è ospite di numerosi festival e istituzioni musicali, e segue un’attiva politica di registrazioni audiovisive per Virgin classics e successivamente per Ambroisie/Naïve. Le Cercle de l’Harmonie beneficia del sostegno della Fondation Orange, della Fondation Swiss Life nonché del contributo della Città di Deauville.
Julien Chauvin, primo violino
Julien Chauvin, primo premio al Concours Général de Paris nel 1997, ha studiato con Vera Beths al Conservatorio Reale dell’Aia, nonché con Wilbert Hazelzet, Jaap Ter Linden e Anner Bylsma per l’interpretazione delle opere del periodo barocco e classico. Nel 2003 è vincitore del Concours international de musique ancienne de Bruges e da allora si esibisce come solista in Georgia, in Sud America, in Sudafrica, nei Festival de Pâques di Deauville e di Cordes sur Ciel, nonché al Concertgebouw di Amsterdam. La sua formazione lo porta a suonare nell’ambito di ensemble barocchi quali Concerto Köln, Les Musiciens du Louvre, il Concert d’Astrée, l’Ensemble baroque de Limoges. Interpreta anche il repertorio romantico e moderno (in stretta collaborazione con Steve Reich, György Kurtág, Thierry Escaich, Thomas Adès e Philippe Hersant). Si esibisce assieme a Renaud Capuçon, Jérôme Pernoo, Jérôme Ducros, Bertrand Chamayou, Christophe Coin e Patrick Cohen. Dal 2005 Julien Chauvin dirige con il direttore d’orchestra Jérémie Rhorer Le Cercle de l’Harmonie e nel 2007 fonda il Quatuor Cambini-Paris, due formazioni che esplorano un intero repertorio francese da riscoprire, dalla fine dell’Ancien Régime al 1830.
Chantal Santon, soprano
In parallelo agli studi di scienze politiche, studia canto al Conservatoire national de région di Parigi per poi perfezionarsi con Margreet Honig, Florence Guignolet e Malcom Walker. Interpreta vari ruoli su scene prestigiose. La sua grande curiosità la spinge a esplorare un repertorio particolarmente ampio; si è esibita e ha registrato con numerosi ensemble. È Eva nella registrazione di Le Paradis perdu di Théodore Dubois. Nei prossimi mesi si esibirà e registrerà con Violaine Cochard, la Brussels Philharmonic, Les Agrémens di Namur, Amarillis, Le Concert Spirituel, Opera Fuoco, Il Seminario Musicale, la Magdeburgische Philharmonie…
Marie Kalinine, mezzosoprano
Nata a Parigi, Marie Kalinine intraprende gli studi musicali alla Maîtrise de Radio France, poi inizia lo studio del canto lirico al Conservatoire supérieur de Paris. Nel 2007 è “Rivelazione” di Ève Ruggieri. Nel 2013 canterà i ruoli di Carmen all’Opera di Maribor (Slovenia), Giulietta (Les Contes d’Hoffmann) in Polonia, della gemella Marcelliana (Le Martyre de Saint Sébastien) a Lisbona, e del Principe Raphaël ne La Princesse de Trébizonde di Offenbach all’Opéra de Saint-Étienne. Sarà poi Ascanio, ne Les Troyens di Berlioz, all’Opéra de Marseille, accanto a Roberto Alagna che canterà il suo primo Enea.
Mathias Vidal, tenore
Dopo una laurea in musicologia nel 1999, Mathias Vidal si diploma nel 2003 al Conservatoire national supérieur de musique di Parigi. Nello stesso anno è vincitore dell’Audizione annuale del CFPL. Nel 2007 è “Rivelazione classica” dell’ADAMI. Dai primi ruoli (Frantz e Nathanël ne Les Contes d’Hoffmann, Arnalta ne L’incoronazione di Poppea) ha incessantemente arricchito il proprio repertorio operistico. È stato Adamo ne Le Paradis perdu di Théodore Dubois con Les Cris de Paris. Interprete di musica barocca, si distingue anche nel repertorio italiano o tedesco. È altrettanto apprezzato nell’operetta, in particolare in Offenbach.
Aimery Lefèvre, baritono
Nato a Bourges, Aimery Lefèvre studia pianoforte, organo, poi canto prima di accedere nel 2000 al Centre de musique baroque de Versailles dove si specializza nel repertorio del Sei e Settecento. Viene poi ammesso al Conservatoire National Supérieur de Musique di Lione, dove riceve il primo premio nella classe di Brian Parsons, prima di entrare nell‘Atelier lyrique de l’Opéra national de Paris. La sua carriera inizia nel repertorio barocco sotto la direzione di direttori quali Patrick Cohën-Akenine, Martin Gester, Jean-Claude Malgoire, Hervé Niquet, Christophe Rousset. È stato ospite della Scala di Milano e del Teatro La Fenice di Venezia per recital di giovani cantanti. Ha partecipato alla registrazione di Atys di Lully (Celeno) con La Simphonie du Marais.
Coproduzione Palazzetto Bru Zane / Centre de Musique Baroque de Versailles.
In paartenariato con il Théâtre des Bouffes du Nord.
SHARE