Produzioni in tournée

2 operette in 1 atto

Chi crederebbe che le opere liriche e le operette in un atto costituiscono quasi i due terzi del repertorio lirico francese d’epoca romantica, dato che oggi sono eseguite tanto raramente? Pensati per piccoli teatri spesso sprovvisti di mezzi finanziari, tali spettacoli dovevano sottostare alle limitazioni previste da un decreto del 1807: non più di due o tre personaggi sulla scena, niente cori, niente balletti… Ma Hervé e Offenbach – maestri consumati nell’arte di eludere i divieti – seppero fare molto con poco, lasciando immaginare al pubblico quello che non potevano mostrare. Sulla scena due tenori, accompagnati semplicemente dalle note del pianoforte, interpretano di volta in volta Fignolet – il compositore suonato in persona – e il suo domestico Séraphin, poi i mendicanti Patachon, «cieco dalla nascita» e Giraffier, «cieco per un incidente», che si contendono il posto migliore su un ponte… Questo repertorio incredibilmente divertente e creativo non manca di coinvolgere il pubblico affinché scena e sala facciano tutt’uno, celebrando all’unisono quello «spirito parigino» a metà strada tra comicità licenziosa e situazioni surreali.

Spettacolo proposto interamente in lingua francese

Residenza di creazione a La Ferme du Buisson / Scène nationale de Marne-la-Vallée
Con il sostegno di Arcadi Île-de-France

Programma concerto

Les deux aveugles (1855)
Buffoneria musicale in un atto, musica di Jacques Offenbach su un libretto di Jules Moinaux
Le compositeur toqué (1854)
Buffoneria musicale in un atto, testo e musica di Hervé

Interpreti

Flannan Obé tenore
Raphaël Brémard tenore
Christophe Manien pianoforte
Lola Kirchner regia, scene e costumi
Cyril Monteil luci

Recensioni

Nessuno potrebbe scommettere su chi sarà il vincitore di questa competizione tra Hervé e Offenbach.
"Journal des débats", settembre 1855

Une affirmation qui devait faire bondir Hervé, convaincu d’avoir écrit paroles et musique de la première oeuvre du genre, une pochade de 1848, "Don Quichotte et Sancho Pança". Sous-titrée « tableau grotesque », l’œuvre met en vedette l’acteur Désiré, « gros et court », et Hervé lui-même, « long et mince », précise-t-il dans ses "Notes", avant d’ajouter péremptoire : « Ainsi, "Don Quichotte" fut la première opérette ; elle reçut, je puis le dire une consécration solennelle à l’Opéra-National ». Mais Sarcey situe les débuts du genre quelques années plus tard. Selon lui, le titre de première opérette revient à une autre œuvre d’Hervé : « C’est au "Compositeur toqué" bien plus qu’à "Don Quichotte et Sancho Pança" qu’il faut faire remonter la première manifestation de l’opérette », clame-t-il dans son article. Il veut dire, sans doute, l’apparition d’un certain esprit ouvertement moqueur, satirique et parodique, qu’on ne retrouve pas dans l’opéra-comique traditionnel ("La Dame blanche", "Le Pré aux clercs"… "Le Domino noir" !).
Texte de Pascal Blanchet (2017), citations de Francisque Sarcey