1° Festival Palazzetto Bru Zane a Berlino

I fiori malandrini

«Belle époque» e «Années folles» sono le epoche, ben note, dell’emancipazione di una sensualità che la morale del XIX secolo aveva tentato, senza successo, di reprimere. A partire dagli anni Sessanta, l’operetta coltiva la romanza licenziosa, piena di doppi sensi, mentre nel café-chantant popolare fioriscono canzoni dalle parole inequivocabili, la cui carica erotica è al limite della pornografia. Se, a quel tempo, il potere femminile non può esprimersi né nella politica né nell’economia, quanto meno grazie al potere del suo fascino la donna può governare l’uomo e imporgli i propri punti di vista. Dalle cortigiane del bel mondo alle prostitute dei bassifondi, le «venditrici di piacere» sono al centro della cronaca dal Secondo Impero fino alla seconda guerra mondiale. Le loro grazie vengono vantate fin sulle scene musicali, e grandi artiste come Hortense Schneider o Anna Judic sono anche le grandi protégées dei potenti del momento. I titoli dei loro maggiori successi parlano da sé: «Les oranges de mon étagère», «Turlurette et Rantanplan», «Je n’savais pas qu’c’était ça», «Par le trou», «Ma sœur fait ça dans l’ascenseur»…

i-fiori-malandrini

Programma concerto

Canzoni licenziose da caffè-concerto

Interpreti

Norma Nahoun soprano
Marie Gautrot mezzosoprano
I GIARDINI
Pauline Buet violoncello
David Violi pianoforte

Victoria Duhamel ideazione e lettura scenica